

Le grotte del Caudano furono scoperte nel dicembre 1898 durante la costruzione del serbatoio per l'acquedotto della centrale idroelettrica di Frabosa Sottana. Si intendeva utilizzare la sorgente che appena uscita dalla rupe andava a perdersi nel torrente Maudagna dopo poche decine di metri. Ci si accorse però che la fenditura da cui scaturiva l'acqua , internandosi nella montagna, si allargava in modo tale che un uomo avrebbe potuto penetrarvi.
Nella foto accanto si vede la prima via d'accesso per le grotte, ora sbarrata da una griglia. Fu ben presto allestita una squadra d'esplorazione che, capeggiata dall'Ing. Vittorio Cav. Trona, risalì il piccolo corso d'acqua sotterraneo fino a scoprire un'ampia cavità ricchissima di concrezioni calcaree, alla quale seguivano altri numerosi antri comunicanti fra loro. Dopo un'approfondita e accurata esplorazione da parte di alcuni esperti in materia, non si esitò a giudicare le grotte del Caudano le più estese d'Italia e le più ricche di stalattiti e stalagmiti.