il termine “Caudano” deriva dal dialetto piemontese “caud” che significa caldo e va attribuito al fatto che il piccolo torrente che scaturisce dalle viscere della montagna mantiene sempre alcuni gradi sopra lo zero e pertanto anche nel cuore dell' inverno non gela mai.
Nel 1949 durante delle esplorazioni nelle gallerie del primo piano (quelle tuttora attraversate dalle acque) fu ritrovato il cadavere di un cinghiale precipitato vivo nella grotta poco tempo prima. Ancora oggi sono ben visibili le sue impronte a 50 cm sopra il pelo dell' acqua.
Le grotte presentano un lato interessante per la paleontologia dovuto al rinvenimento di numerose ossa, la maggior parte delle quali si attribuiscono all' URSUS SPELAEUS, l' antico orso delle caverne vissuto tra gli 80 mila e i 12 mila anni fa nel sud dell' Europa.
Nelle grotte del Caudano nei mesi invernali si possono osservare
meravigliose stalattiti e colonne di ghiaccio che creano un gioco di colori e riflessi veramente unici. Queste concrezioni si formano grazie all'aria fredda proveniente dall'esterno e quindi si trovano esclusivamente nei primi metri della grotta dove la temperatura è più bassa.
Il torrente interno ha la portata abbastanza costante anche a seguito di forti precipitazioni, ma il livello dell'acqua può variare in relazione all'apertura o chiusura della vasca esterna di raccolta che alimenta la centrale idroelettrica. Infatti l'andamento perfettamente orizzontale del primo piano fa si che le variazioni di livello si sentano fino a 400 metri di distanza all'interno della grotta.
Nelle grotte del Caudano sta riprendendo piede il turismo speleologico; sono infatti numerosi gli appassionati e i gruppi speleologici attratti da queste grotte con caratteristiche uniche. Negli ultimi anni sono stati diversi i gruppi speleologici che hanno inserito le grotte del Caudano nei loro
corsi di speleologia.
A dicembre, quando in tutto il mondo si celebra il Natale, anche al Caudano come per incanto si materializza un
piccolo presepe. Una magica atmosfera è ricreata in una delle sale più suggestive dell'intera grotta: mille gocce d'acqua appese al soffitto come stelle, esili arabeschi di cristalli e imponenti colonne di calcare fanno da sfondo a statuine e casette.
Nelle grotte del Caudano sono presenti molte specie animali: Anfibi, Aracnidi, Diplopodi, Ortotteri e Chirotteri. Nelle foto accanto si vedono due
pipistrelli della famiglia dei Rinolofidi in letargo.

Nelle grotte del Caudano l'acqua ha modellato, nel corso dei secoli, numerose rocce e concrezioni facendogli assumere le forme più strane, che con un pò di fantasia possono essere paragonate a oggetti o addirittura animali. Qui di fianco si vedono alcuni esempi di forme particolari: a sinistra si può riconoscere "
la zampa dell' elefante", mentre a destra si intravede "la testa del
rinoceronte".

Le grotte del Caudano, nonostante siano poco conosciute, sono in realtà tra le più ricche d'Italia per il numero di concrezioni, specialmente per il numero di stalattiti che sono migliaia e per lo più ancora tutte attive. Nella foto affianco si nota un gruppo di stalattiti, definite anche "
spaghetti" o "capelli d'angelo".


La curiosità sicuramente più interessante risale al 1961, quando le grotte del Caudano furono teatro di una spedizione estremamente importante denominata “700 ore sotto terra” organizzata dal C.A.I. U.G.E.T. di Torino. Questa spedizione era composta da 10-12 speleologi e da alcuni animali domestici (galline, capre, conigli…) e aveva lo scopo di studiare l'effetto della vita sotterranea durante un mese di permanenza continua in grotta dal 6 agosto al 7 settembre 1961. Era la prima volta al mondo che si tentava un' impresa del genere e l'evento fu documentato dalle telecamere della RAI che aveva come inviato sul posto un giovanissimo Emilio Fede. Nella fofo accanto si vede l'
uscita degli speleologi dalla grotta; ad attenderli numerosi giornalisti e fotografi.